Melech

Melech

Melech, dall’ebraico “re”, è considerato, appunto, il Re dei vini dell’Azienda agricola Cantina GIARA. Questo vino affonda le proprie radici in uve antiche provenienti da viti coltivate con metodi naturali in zona Jazzo di Stefano su terreni di origine argillosa. Si tratta di un vino macerato sulle proprie bucce; non filtrato e non chiarificato. Un intenso color topazio alla vista, un profumo di pietra focaia e frutta macerata all’olfatto, un sapore fresco al gusto con note di zafferano e in chiusura nota tannica associata a radice di liquirizia.

Mons-Roni Cannitum

In origine erano due centri abitati Montrone e Canneto, rivali tra loro. In seguito, furono ribattezzati con il nome congiunto Adelfia, dal greco adelphòs che significa “fratellanza”. Come per i fratelli, anche i rapporti tra i due paesi non sono stati così tanto idilliaci. Il vino Mons-Roni Cannitum nasce proprio con l’idea di ricordare la diatriba tra Montrone e Canneto, ma allo stesso tempo suggellarne l'unione attraverso un abbraccio. Il Mons-Roni Cannitum è un vino ottenuto da uve “Verdeca (70%), Malvasia (20%), Moscatello Selvatico (10%) ”, provenienti da viti proprie coltivate con metodi naturali e senza chimica in zona Jazzo di Stefano su terreni argillosi. La vendemmia è effettuata a mano in piccole casse e la fermentazione è spontanea (senza utilizzo di lieviti aggiunti di nessun tipo). Non è filtrato, non è chiarificato e non è barricato. Fruttato al gusto, ambrato-ramato alla vista, il vino Mons-Roni Cannitun è ottenuto dalla vinificazione e una lunga macerazione naturale sulle proprie bucce, che gli conferisce una complessità aromatica avvolgente.

Mons-Roni Cannitum

Mons-Roni Cannitum

Mons-Roni Cannitum

In origine erano due centri abitati Montrone e Canneto, rivali tra loro. In seguito, furono ribattezzati con il nome congiunto Adelfia, dal greco adelphòs che significa “fratellanza”. Come per i fratelli, anche i rapporti tra i due paesi non sono stati così tanto idilliaci. Il vino Mons-Roni Cannitum nasce proprio con l’idea di ricordare la diatriba tra Montrone e Canneto, ma allo stesso tempo suggellarne l'unione attraverso un abbraccio. Il Mons-Roni Cannitum è un vino ottenuto da uve “Verdeca (60%), Malvasia (30%), Moscatello Selvatico (10%) ”, provenienti da viti proprie coltivate con metodi naturali in zona Jazzo di Stefano su terreni argillosi. La vendemmia è effettuata a mano in piccole casse e la fermentazione è spontanea (senza utilizzo di lieviti aggiunti di nessun tipo). Non è filtrato, non è chiarificato e non è barricato. Fruttato al gusto, ambrato-ramato alla vista, il vino Mons-Roni Cannitun è ottenuto dalla vinificazione e una lunga macerazione naturale sulle proprie bucce, che gli conferisce una complessità aromatica avvolgente.

Barik

Barik

Affinato in botti di rovere da 225 litri, il Barik è un vino non filtrato. La vendemmia è effettuata a mano in piccole cassette; in cantina non sono stati aggiunti lieviti di nessun tipo, solo fermentazione spontanea. Vellutato con l’invecchiamento, questo vino si presenta elegante e di grande intensità e persistenza all’olfatto: rotondo, ben strutturato con tannini morbidi al gusto, colore rosso rubino con intensi toni violacei alla vista. Il Barik, dal sapore di spezie e note balsamiche, si svela al palato con sentori di frutta sotto spirito, amarena matura e radice di liquirizia.

Fiore di Primitivo

Fiore di Primitivo è un “Vino di Mosto Fiore abboccato” di prima spremitura, non filtrato. Ottenuto da una vendemmia tardiva di uve “Primitivo di Gioia del Colle” lasciate sovra-maturare sulla pianta, è prodotto in quantità limitate su terreni argillosi. Il colore rosso rubino intenso tendente al violaceo rimane impresso sulle labbra, quasi fosse il petalo di un fiore. Al gusto è asciutto e vellutato; all’olfatto è piacevole con un retrogusto di piccoli frutti neri in progressione, con vene balsamiche: il tutto ne esalta l’eleganza e la sua dolcezza.

Fiore di Primitivo

Fiore di Primitivo

Fiore di Primitivo

Fiore di Primitivo è un “Vino di Mosto Fiore abboccato” di prima spremitura, non filtrato. Ottenuto da una vendemmia tardiva di uve “Primitivo di Gioia del Colle” lasciate sovra-maturare sulla pianta, è prodotto in quantità limitate su terreni argillosi. Il colore rosso rubino intenso tendente al violaceo rimane impresso sulle labbra, quasi fosse il petalo di un fiore. Al gusto è asciutto e vellutato; all’olfatto è piacevole con un retrogusto di piccoli frutti neri in progressione, con vene balsamiche: il tutto ne esalta l’eleganza e la sua dolcezza.

Primordio

Primordio

Da una selezione di uve “Primitivo di Gioia del Colle” nasce il primitivo Primordio ottenuto con il sole, la terra e la passione dell’uomo, nel rigoroso rispetto dell’ambiente. Contenuto in vecchie vigne di oltre sessant'anni situate su terreni calcareo/argillosi, questo vino non è filtrato, non è chiarificato, non è barricato e viene travasato due volte , prima di essere imbottigliato. La vendemmia è effettuata a mano in piccole casse e in cantina fermenta spontaneamente con i propri lieviti (lieviti indigeni). Vino ben strutturato con tannini morbidi, colore rosso rubino intenso tendente al violaceo, profumi varietali abbastanza pronunciati: tutti elementi che rendono il Primordio un vino pieno, caldo, dal retrogusto fruttato con un delicato sentore di spezie.

Rosmè

Dal nome della figlia del proprietario, Rose Mary, Rosmé è un vino rosato ottenuto da fermentazione spontanea con i propri lieviti indigeni e un breve contatto del “Mosto Fiore” con le bucce di uve Primitivo di Gioia del Colle. Travasato tre volte prima di essere imbottigliato, questo vino non è filtrato e non è chiarificato. Il Rosmé si presenta in bocca con un gradevole gusto elegante, un sapore asciutto e piacevolmente fresco; all’olfatto vellutato e fruttato, riserva una complessità aromatica avvolgente e delicata. Questo vino è un vino di purezza dal sapore nuovo di uve antiche.

Rosmè

Rosmè

Rosmè

Dal nome della figlia del proprietario, Rose Mary, Rosmé è un vino rosato ottenuto da fermentazione spontanea con i propri lieviti indigeni e un breve contatto del “Mosto Fiore” con le bucce di uve Primitivo di Gioia del Colle. Travasato tre volte prima di essere imbottigliato, questo vino non è filtrato e non è chiarificato.<br /> Il Rosmé si presenta in bocca con un gradevole gusto elegante, un sapore asciutto e piacevolmente fresco; all’olfatto vellutato e fruttato, riserva una complessità aromatica avvolgente e delicata. Questo vino è un vino di purezza dal sapore nuovo di uve antiche.

Cicaleccio

Cicaleccio

Una serata d’estate, le chiacchiere tra amici, il rumore delle cicale in sottofondo, i calici sul tavolo e vicino una bottiglia di Cicaleccio. Il nome di questo vino bianco riprende il suono onomatopeico delle cicale, che accompagna le giornate estive, ma allude anche al chiacchiericcio della gente. Prodotto da uve coltivate dall’azienda agricola Cantina GIARA, il Cicaleccio non è filtrato, non è chiarificato e non è barricato. La vendemmia è effettuata a mano in piccole casse; in cantina solo fermentazione spontanea senza utilizzo di lieviti aggiunti di nessun tipo. Il vantaggio delle fermentazioni spontanee è la maggiore complessità aromatica del vino.

Fatalità

Molto spesso i risultati migliori si ottengono per una semplice fatalità. Nel corso degli eventi può capitare di imbattersi in situazioni non programmate che portano a esiti non previsti. Ma, è proprio in questi casi che nascono le idee migliori: il vino Fatalità ne è la dimostrazione. Questo è un vino prodotto su terreni argillosi coltivati con metodi naturali; in vigna non è stato utilizzato alcun prodotto di chimica di sintesi, solo rame e zolfo; in cantina non sono stati aggiunti lieviti di nessun tipo, solo fermentazione spontanea. Il vino Fatalità non è filtrato e non è chiarificato. Il colore ambrato, il profumo intenso e complesso, il gusto originale e ben strutturato: queste caratteristiche rendono il vino delicato, dal sapore di erbe aromatiche con ricordi muschiati e floreali.

Fatalità

Fatalità

Fatalità

Molto spesso i risultati migliori si ottengono per una semplice fatalità. Nel corso degli eventi può capitare di imbattersi in situazioni non programmate che portano a esiti non previsti. Ma, è proprio in questi casi che nascono le idee migliori: il vino Fatalità ne è la dimostrazione. Questo è un vino prodotto su terreni argillosi coltivati con metodi naturali; in vigna non è stato utilizzato alcun prodotto di chimica di sintesi, solo rame e zolfo; in cantina non sono stati aggiunti lieviti di nessun tipo, solo fermentazione spontanea. Il vino Fatalità non è filtrato e non è chiarificato. Il colore ambrato, il profumo intenso e complesso, il gusto originale e ben strutturato: queste caratteristiche rendono il vino delicato, dal sapore di erbe aromatiche con ricordi muschiati e floreali.